Pd, si tenta di evitare la scissione. Emiliano: «Ho parlato con Renzi, spero confronto utile»


«Matteo Renzi mi ha chiamato e abbiamo parlato. Spero che il nostro confronto sia utile alle sue prossime decisioni». Lo scrive su Facebook il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, uno degli sfidanti del segretrio del Pd.

Fra i dem si tenta una mediazione per evitare la rottura. Ma la tensione resta alta alla vigilia del fine settimana che può decretare la scissione. Nel fuorionda di un convegno, il ministro renziano Graziano Delrio critica il segretario: «Da Matteo nemmeno una telefonata per evitare la scissione». Poi la correzione di rotta: «Renzi ha fatto un appello per togliere alibi, molto di più di una telefonata». 

Se il congresso si fa in autunno e si evita la scissione, Franceschini potrebbe essere il segretario della ricomposizione? «Non lo so, però certamente non c'è scritto da nessuna parte che tutti i giochi funzionano se io o un altro facciamo il centravanti. Se la soluzione fosse una segreteria o un candidato diverso, ipotesi al momento
irrealistiche, perché no, una comunità funziona così», aveva dichiarato il precedenza in un'intervista ad Agorà il presidente della Puglia. «Il partito che rimane» in caso di scissione «non è la Dc ma il partito di Renzi, il partito di un uomo solo al comando. Con una serie di personalità pur forti: Franceschini è un'eccezionale personalità però anche lui non riesce a convincere il suo segretario a fare il congresso, nonostante i sondaggi, a settembre. Ieri in una conversazione con Franceschini mi sono impegnato a non aderire alla scissione se si farà il congresso a settembre o ottobre», ha aggiunto Emiliano. «Se Franceschini avesse un ruolo nell'elaborazione politica di Renzi non sarebbe complicato trovare una soluzione. Il problema è che Renzi non vuole una soluzione. Lo ha capito Orlando e credo anche Franceschini».

«Vogliamo darci il tempo di tornare a essere una comunità? Vogliamo ricostruire l'armonia tra di noi? Io sono pronto a farlo. Sono pronto a incontrare il segretario, Franceschini, chi mi si indicherà per trovare una soluzione che è a portata di mano», ha detto ancora Emiliano, precisando che «il mio è un appello a Renzi  accorato, appassionato, ma non inginocchiato perché lui di persone inginocchiate credo non ne troverà più nel Pd: me lo auguro dal profondo del cuore perché gli inginocchiati hanno danneggiato la segreteria Renzi». 

Secondo il governatore pugliese «perfino il governo verrebbe sacrificato sull'altare della leadership renziana: pensare che un leader non si interessi neanche al Paese e non trovi una mediazione facile da raggiungere nonostante abbia quella forza», per Emiliano indica che lo stesso leader «è in un momento anche psicologico che non gli fa accettare il ruolo che svolge». «Il governo Gentiloni - ha evidenziato Emiliano - non potrà cadere prima di giugno» e «votare a settembre è una cosa che non ha senso quindi è inevitabile il voto a febbraio dal mio punto di vista».

Quanto alla scissione, Emiliano ha aggiunto: «Non vorrei che sia la sinistra tradizionale, Bersani e D'Alema, sia Renzi abbiano deciso che tutto sommato risolvono entrambe i loro problemi: Renzi si libera dei rompiscatole, assume i pieni poteri per i prossimi anni su quel che rimane del Pd e e gli altri hanno di nuovo il loro partitino. Dopodiché - ha proseguito - noi che siamo democratici 'nativi' siamo stretti in questa alternativa sterile». «Se dovessimo arrivare alla conclusione che non possiamo fare una conferenza programmatica e non possiamo dare ai candidati 4-5 mesi per fare una campagna elettorale e ci scendiamo per questo - ha concluso Emiliano - vuol dire che in realtà sia Renzi che gli altri hanno già deciso e stanno in qualche maniera illudendo tutti quelli che, come me, invece credevano nel progetto del Partito democratico».

«Ho la ragionevole aspettativa che laddove malauguratamente si dovesse fare una scissione, non ci saranno due partiti della sinistra, ce ne sarà uno solo, perché è molto probabile che quest'area con gli eventuali usciti dal Pd si federi e ne costituisca una sola. È ovvio che questo sarebbe di utilità per tutti e peraltro c'è un'omogeneità politica con quest'area molto forte», ha sottolineato ancora Emiliano. Al presidente della Puglia è stato chiesto se dopo una eventuale scissione del Pd, a sinistra del partito non si troveranno poi due partiti, quello con i fuoriusciti dal Pd e quello che fa riferimento al movimento creato da Pisapia. «Io - ha aggiunto Emiliano - sarò presente in molti eventi che Pisapia sta organizzando in Italia. E domani credo che Pisapia e Speranza saranno insieme a Venezia. Quindi c'è un dialogo aperto molto forte».

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